Benvenut* al Corso Mindfulness e meditazione per ansia e attacchi di panico

2° settimana

ESERCIZIO 2: I nemici dell’ansia

Ora che hai praticato l’esercizio sugli amici dell’ansia, ti invito a leggere la descrizione dei nemici dell’ansia, cioè tutti quegli stati mentali che portano la tua mente in uno stato di pace e quiete interiore che funge da barriera contro l’ansia.

In questo esercizio, non troverai domande specifiche ma ti invito a leggere con attenzione la descrizione di queste 4 tipologie di pensiero e porti da sola delle domande per capire quanto spesso fanno parte della tua vita o quanto invece ne sono assenti. Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per andare a fondo nella ricerca delle tue modalità abitudinarie di pensiero e dedica una giornata intera a ispezionare ciascuna tipologia di pensiero.

1. Fiducia

Ogni volta in cui dai fiducia a te stessa e al processo che stai vivendo, la tua mente si trova in uno stato di serenità che ti protegge dalla paura e dall’ansia. Avere fiducia significa abbandonare la lotta, il bisogno di proteggerti, di essere migliore, di arrivare da qualche parte per riposare nel momento che stai vivendo, qualsiasi faccia abbia. Significa dare fiducia agli eventi che ti stanno capitando proprio ora anche se si tratta di eventi spaventosi, che ti generano agitazione. Come si fa a dare fiducia a qualcosa che ti spaventa? Si tratta di un allenamento graduale alla presenza mentale, cioè alla presenza pura (e priva di giudizio) nel momento presente.

Per esempio supponiamo che tu sia incinta e abbia paura di perdere il bambino a causa di un aborto precedente. Questa situazione ti causa moltissima ansia che sfocia in attacchi di panico. Dare fiducia significa riportare la mente qui. In questo preciso momento tu sei incinta e puoi godere di questa condizione.

Non ti viene mai chiesto di avere fiducia nel futuro (quello nessuno di noi lo conosce!) ma nel presente. Nel presente, così com’è, puoi permettere di avere fiducia e dirti: “Ora sono incinta, poi non lo so, ma adesso sì e posso essere felice per questo.”

Mettiamo che invece il problema sia una relazione finita e i figli da mantenere. La mente ansiosa corre al futuro e al giudizio: “Non ce la farai mai! Sei una fallita! Non troverai mai più un uomo.” Come puoi avere fiducia di un momento del genere?

Magari può essere molto difficile per te sviluppare fiducia sul momento in generale ma hai invece la possibilità di lavorare su ogni singolo fotogramma! Per esempio puoi avere fiducia nel sorriso di tuo figlio, nel coraggio con cui oggi sei riuscita a dire di no oggi, nel modo in cui hai gestito una piccola emergenza senza l’aiuto di nessuno ecc…

C’è sempre qualcosa per cui avere fiducia, ma sicuramente la fiducia primaria che devi coltivare prima di ogni altra è quella in te stessa. Fiducia nelle tue capacità, nella tua intelligenza, nel tuo cuore, nelle buone qualità del tuo cuore, nelle tue risorse. Quando senti di perdere questa fiducia prova a fare un profondo respiro e a pensare al viaggio che hai fatto fino adesso. Pensa che avevi una possibilità su un milione di arrivare su questa terra.

Uno spermatozoo è riuscito tra milioni a raggiungere un ovulo, a fecondarlo e a dare origine al processo complicatissimo e perfetto della tua nascita. Sei riuscita a superare milioni di difficoltà prima ancora di essere data alla luce e da quando sei nata a oggi ne hai superate altrettante. In te risiede un potere di cui non sei ancora consapevole ma che ti ha permesso di vivere ogni singolo istante della tua vita fino adesso.

2. Consapevolezza del momento presente

Abbiamo già parlato di questa attitudine perché è quella che fa da supporto a tutte le altre ed è sicuramente l’ingrediente fondamentale quando si vuole sviluppare calma interiore e pace.

Nel presente non esiste ansia perché l’ansia sorge solo quando c’è una preoccupazione legata a quello che ci accadrà nel futuro. A livello cognitivo questo possiamo capirlo tutti, ma a lato pratico diventa molto difficile riuscire a non fuggire nel futuro e non lasciarsi travolgere dalla paura per ciò che sarà. Anche se sappiamo di dover restare nel presente e anche se il nostro corpo fisicamente è nel presente, la nostra mente ha la capacità di viaggiare a velocità ultrasonica e non conosce alcun tipo di barriera.

Anche adesso, mentre stai leggendo queste righe, la tua mente è in grado di trascinarti all’esame che devi superare domani, o all’esito che devi ritirare tra tre giorni o al momento in cui finalmente scoprirai se sei incinta oppure no. La mente non riesce a stare nel presente perché nel presente perde potere e non è più in grado di dominare. Da una terribile e sadica tiranna, la mente nel presente si trasforma in una devota servitrice.

In questo percorso impareremo a sviluppare la consapevolezza del momento presente allenando la mente a non fuggire. Il miglior mezzo che hai per impedire alla tua mente di scappare verso il futuro è il tuo corpo. Il nostro corpo è sempre nel presente, altrimenti moriremmo. Il cuore non può ad esempio dimenticarsi di battere perché siamo preoccupate per il viaggio che dovremo fare domani da sole in macchina in un posto sconosciuto.

Il modo più efficace e veloce a tua disposizione per tornare al presente è quello di chiudere un attimo gli occhi e ascoltare il corpo e tutte le sue sensazioni fisiche. Il respiro, l’appoggio dei piedi a terra, sensazioni di calore/freddo, formicolii, solletichii, dolori, tensioni etc.

3. Lentezza

Un altro fondamentale ingrediente da coltivare per uscire dallo schema mentale dell’ansia è quello della lentezza. Noi siamo abituati a essere iperattivi e a svolgere più azioni nello stesso momento. La pressione sociale è molto alta sin da quando siamo bambini e le nostre agende vengono riempite di un sacco di ore seduti ai banchi, seguite da ore di sport, di musica, di inglese, di yoga per bambini, di attività didattiche e chi più ne ha più ne metta.

Impariamo a correre come dei matti perché altrimenti ci sentiamo diversi dagli altri, sentiamo di non riuscire a stare dietro ai ritmi che ci vengono imposti dall’esterno. Temiamo il giudizio, soprattutto quello interiore che ci fa sentire in colpa se ogni giorno non realizziamo almeno un progetto che salverà il mondo.

Tutto questo correre di qui e di lì ci impedisce di respirare nel modo corretto e di poter sviluppare la consapevolezza. Se vogliamo ancorarci al presente dobbiamo rallentare, perché altrimenti la nostra mente continuerà a correre alla prossima incombenza o alla prossima scadenza. Quando il corpo rallenta, anche la mente rallenta. Quando il corpo rallenta, la mente può accedere a uno stato di pace.

Rallentare significa scegliere di NON svolgere più di un’attività alla volta e di dedicare TUTTA l’attenzione alla singola attività che stiamo facendo. Se mangiamo, ad esempio, non guarderemo la televisione, né leggeremo i social, né studieremo un libro. Mangeremo e basta, godendoci i sapori e portando tutta la nostra presenza a ciò che sta nel piatto davanti a noi e alle sensazioni che quel cibo ci provoca in bocca. E così per tutte le altre attività.

Lo so che la maggior parte di voi sosterrà di non aver abbastanza tempo per… ma quando in noi sorge l’ansia dal “non avere abbastanza tempo per” l’unica cosa che possiamo fare è rallentare. È controintuitivo ma è solo rallentando che possiamo scoprire cosa veramente conta nella nostra vita e quali sono le priorità. Rallentando avremo la possibilità di nutrirci più profondamente e dedicando una PIENA attenzione alle cose smetteremo di approcciarci alla vita con la voracità di belve affamate e mai sazie.

Cominceremo a sperimentare la sazietà non solo a livello fisico ma anche emotivo e scopriremo di aver bisogno di molte meno cose di quelle che credevamo fossero indispensabili per vivere. Scopriremo che buttiamo via moltissimo tempo prezioso in attività non salutari e passive (come guardare i social o le serie tv) solo perché siamo così stanchi da non avere energie da riservare alle cose importanti e salutari.

4. Gentilezza auto-diretta

Questo tipo di gentilezza potrebbe anche essere definita auto-compassione. Si pratica essendo presenti a noi stesse come sostegno e supporto quando stiamo soffrendo. Anziché biasimarci per aver commesso un errore o per non essere state in grado di essere abbastanza forti, proveremo compassione per le nostre difficoltà e le abbracceremo con il cuore. Il miglior modo di praticare l’autocompassione è quello di ripetere come un mantra “Va bene così; vado bene così.”

“Ho sbagliato di nuovo e va bene così”; “Sono bloccata dalla paura e va bene così”; “Non sono capace di reagire a questa situazione e va bene così.”

Questo significa prendersi cura delle proprie debolezze comprendendo che la vera forza non consiste nel non avere fragilità ma nel riuscire a vederle e tuttavia accettarle fino in fondo.

Il coraggio è l’antidoto principale all’ansia e se analizziamo l’etimologia di questa parola vedremo che ha origine dal latino “cor”, cuore. Ciò significa che il coraggio non lo si costruisce a tavolino, nella nostra mente, ma a partire dal cuore. E per poterlo fare, il cuore deve restare aperto, perché se si chiude perde tutto il suo potere. Ci hanno insegnato a proteggerci dal mondo, a chiuderci, a diffidare dagli altri, ma è proprio l’atteggiamento contrario l’unico che può trarci dalla paura.

Sì perché esiste una regola molto precisa quando si parla di emozioni: due emozioni di natura opposta NON possono convivere nello stesso momento. Questo significa che se in noi c’è amore non può esserci paura (e viceversa). L’amore batte la paura, ma per poter entrare in uno stato di amore, il cuore deve aprirsi. Quando il cuore si apre, diventa coraggioso, perché la paura tutto a un tratto arretra, fino a scomparire. E per praticare questa apertura, dobbiamo cercare di praticare quanto più spesso riusciamo la gentilezza e la compassione.

Prima di tutto verso noi stesse e i nostri errori e poi anche verso gli altri. A questa pratica dedicheremo un capitolo intero, per ora ti basti sapere che ogni volta in cui ti prendi cura di te stessa, accogliendo i tuoi bisogni e le tue paure, stai creando le basi perché l’amore fiorisca in te e di conseguenza la paura inaridisca fino a seccare e morire.

ESERCIZIO 3: la natura transitoria della vita

Questa settimana, osserva più spesso possibile i cambiamenti che avvengono in te e al di fuori di te. Osserva la natura, le varie età della vita, lo scorrere del tempo durante la giornata e rifletti su questa verità: “tutto cambia e non c’è nulla che possa fare per bloccare questo processo. Tutto nasce e tutto muore e non c’è nulla che possa fare per bloccare questo processo.”

Questa settimana:

  • Pratica l’esercizio sui nemici dell’ansia come descritto nelle dispense
  • Prendi nota della natura transitoria di tutta la vita

La dispensa

Questo pdf è una copia della dispensa di questa settimana che hai letto sopra pensata per permetterti di stamparla con facilità nel caso volessi conservarla.