Benvenut* al Corso Mindfulness e meditazione per ansia e attacchi di panico

3° settimana

Il respiro come termometro del mio stato emotivo

Quando qualcosa non va, siamo i primi a lamentarci e correre ai ripari. Chiamiamo il medico, prendiamo farmaci, andiamo in psicoterapia, ci disperiamo. Non appena la fase acuta di quel problema si “risolve”, cerchiamo di nasconderlo il più lontano possibile da noi. Così interrompiamo la pratica meditativa, smettiamo di andare dallo psicologo, non ci prendiamo più cura di noi, non pratichiamo più sport e ci ributtiamo a capofitto nella vita sperando che tutto rimanga perfetto e non ci causi di nuovo dolore.

Ho lavorato con molte persone che avevano attacchi di panico sia con lo yoga che con la meditazione. I risultati ottenuti in certi casi erano davvero strabilianti. Non tanto per merito mio quanto per la capacità di queste persone di andare in profondità nel momento di grande bisogno. Tuttavia, così come erano riuscite ad andare in profondità motivate dall’entità delle loro crisi, molte di queste, non appena risolto il sintomo in superficie, hanno smesso di venire agli incontri. Va da sé che per cambiare uno schema mentale radicato nel tempo non bastano tre incontri. Gli effetti possono essere immediati, ma la guarigione richiede costanza.

Il processo verticale di cui ti ho parlato richiede tempo e pazienza. I sintomi fisici di un attacco di panico non sono che l’apice dell’iceberg. Magari bastano tre meditazioni per cancellare quei sintomi così evidenti, ma per sciogliere tutto il resto del ghiaccio è necessario continuare a praticare con grande costanza.

Noi non lavoriamo sull’emergenza ma sull’essenza. Questo significa che l’attacco di ansia o di panico non va trattato nel momento in cui ha raggiunto il suo apice, ma quando è ancora presente sotto forma di difetto mentale privo di sintomi eclatanti.

Per questo è importante praticare sempre un ascolto pieno e amorevole. Puoi farlo anche ora:

ESERCIZIO 4: praticare l’ascolto

Poggia una mano sul cuore o sulla pancia, chiudi gli occhi e lascia andare con un bel sospiro tutte le tensioni accumulate nelle ultime ore. Ascolta il battito del tuo cuore, il movimento del respiro nel tuo addome, il calore che la tua mano sta trasmettendo al tuo corpo. Prova a sentire cosa c’è in questo momento dentro di te. C’è pace? Agitazione? Rabbia? Tristezza? Paura? Respira dentro a qualsiasi emozione dovessi provare. Poi poggia l’attenzione sul tuo corpo fisico: avverti qualche tensione? Disagio? Dolore? Sensazione di qualsiasi tipo (anche il tocco del respiro o dei vestiti sulla pelle, il battito del cuore…)? Prova a osservarla senza giudicarla, respiraci dentro. Resta. (puoi ripetere questo esercizio più volte al giorno, quando ti viene in mente o nei momenti in cui ti sembra che l’agitazione stia aumentando).

Nel video ti insegno a usare uno strumento utilissimo per monitorare il tuo livello di ansia: il tuo respiro. Osservando la qualità del tuo respiro più volte al giorno riuscirai a comprendere meglio dove si trova la tua mente e qual è lo stato della tua agitazione. Se la tua mente è persa nel futuro, probabilmente il tuo respiro non sarà fluido e naturale.

Il respiro è il tuo alleato più prezioso nella cura degli stati d’ansia. Ecco alcuni dei suoi pregi:

  • È sempre con te
  • È gratis
  • Ti dà la vita
  • È un ottimo barometro dei tuoi stati emotivi
  • Ha una funzione rilassante e calmante
  • Può aiutarti a dormire meglio

Come apprenderai dal video, l’osservazione neutra del respiro è un esercizio fondamentale e ti aiuterà moltissimo a tornare nel presente (dove l’ansia non esiste).

ESERCIZIO 5: fare amicizia con il respiro

In questa settimana comincia a fare amicizia con il tuo respiro. Nota quanto è superficiale/profondo, se vai in apnea, quali sono gli eventi che modificano il tuo respiro, quali sono le emozioni che ne alterano il ritmo, osserva il ciclo inspiro/espiro per capire se sono in equilibrio, se uno prevale sull’altro, se uno ti riesce più facile dell’altro… Osserva inoltre quali pensieri attraversano la tua mente nel momento in cui il tuo respiro si blocca oppure si fa affannoso. Non cercare di cacciare quei pensieri ma prendi atto della loro esistenza, quindi sposta di nuovo l’attenzione al tuo respiro.

Inspiro pace, espiro amore

Intanto che fai conoscenza con il tuo respiro, scegli un momento della giornata da dedicare a questa pratica. Sono solo poco più di 10 minuti guidati ma ti saranno di immenso beneficio. Il massimo sarebbe praticarla due volte al giorno: appena sveglia e prima di andare a dormire. Valuta tu secondo le tue possibilità ricordando a te stessa quali sono le priorità della tua vita e cosa è più importante per te ora.

Questa settimana:

  • Pratica l’osservazione consapevole del respiro come spiegato nelle dispense e nel video
  • Ascolta tutti i giorni l’audio inspiro pace, espiro amore

La dispensa

Questo pdf è una copia della dispensa di questa settimana che hai letto sopra pensata per permetterti di stamparla con facilità nel caso volessi conservarla.