videoCorso base di meditazione

5° settimana

Appendice

La meditazione camminata

Riguardo alla pratica meditativa, il Buddha ha dato questa indicazione: può essere svolta in posizione seduta, sdraiata e in piedi.

Per quanto riguarda la pratica da sdraiati, normalmente la sconsiglio perché è molto difficile tenere alta la concentrazione e spesso il rischio è quello di addormentarsi.

La meditazione camminata invece è un’ottima alternativa a quella seduta, perché risveglia senza tuttavia agitare eccessivamente la mente.

Quando si pratica la meditazione camminata la prima indicazione da seguire è quella di lasciare andare il desiderio di arrivare da qualche parte. Non si tratta di fare una passeggiata (fosse anche in mezzo ai boschi o al mare), ma di sperimentare concentrazione e consapevolezza partendo dal movimento del corpo.
Non c’è quindi una meta, la meta è il viaggio stesso. E nonostante gli occhi rimangano aperti, non c’è neanche un panorama da ammirare, perché l’unico paesaggio su cui focalizzare la mente è quello interiore.
Ti consiglio, almeno le prime volte, di praticarla in casa, in modo da ridurre al minimo le distrazioni.

Scegli un percorso di 10-15 passi in linea retta (in alternativa se hai una casa troppo piccola, va benissimo anche procedere in cerchio), cercando di iniziare e finire nello stesso punto così che la mente possa concentrarsi meglio. Partirai quindi dal punto A e camminando molto lentamente raggiungerai il punto B per poi fermarti per qualche istante di ascolto, quindi voltarti e tornare al punto A. Avanti e indietro sulla stessa linea.

Puoi tenere le braccia lungo i fianchi, o mettere le mani in tasca se sei più comodo. Gli occhi sono fissi sul pavimento a circa due metri e la loro unica funzione è quella di tenerti in equilibrio. L’andatura è molto più rallentata rispetto a quella che tieni nella vita di tutti i giorni, al punto da causarti un piccolo disagio, per esempio quando la mente ti inciterà ad andare più veloce, a raggiungere qualcosa o a guardarti attorno per noia.

Se pratichi la concentrazione, mentre cammini lentamente poggia la tua mente sul respiro e cerca di tenerla ancorata il più possibile ai suoi movimenti. Potrebbe capitare che l’andatura si armonizzi al respiro, ma non è indispensabile. La cosa più importante è praticare la concentrazione sul respiro seppur in movimento.

Se pratichi la vipassana, ti consiglio di rallentare ulteriormente l’andatura. La tua attenzione è sulle sensazioni fisiche del tuo corpo in movimento. Sentirai l’appoggio del piede a terra, la tensione nelle cosce e tutte le sensazioni fisiche nel corpo. Per riuscire a sentirle con più accuratezza potresti scomporre il movimento in tre momenti: sollevo il piede, stendo la gamba, appoggio il piede.

Pratica così almeno per venti minuti, preferibilmente prima della pratica seduta.

DISPENSA

La vipassana e il dolore